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«Il viale era intasato di traffico, di ragazze e ragazzi, di mani che mischiavano isteriche l’aria, di profumo di diari appena usciti dalle cartolerie e puzza di Marlboro light nascoste tra i pugni. Si chiudevano finalmente gli sportelli sulle prediche non finite dei genitori, iniziava un altro anno». È il 15 settembre 1999, il primo giorno di scuola all’istituto tecnico commerciale Vincenzo Danti di Perugia, quando Benedetta Ferri, studentessa del quinto anno, scopre di essere incinta di Francesco Mazzoli e decide di abortire. La notizia, che il loro migliore amico Luca non riesce a tenere per sé, sarà pietra d’inciampo per tutti quelli che li circondano: l’insegnante di religione don Andrea, la preside Valentini, il nuovo professore di italiano Renato Contro; metterà sotto processo le rispettive ricerche di un senso, e svelerà che – scandalo a dirsi – la domanda che dovrebbe assillarci non è perché si muore, ma perché si vive.